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La candelora

Costumi e tradizioni > Festività

La Candelora (il cui nome deriverebbe dal latino “candelaram”, benedizione delle candele) è una festa cristiana che, come molte altre, ha soppiantato feste pagane celebrate in diverse occasioni dell'anno.
Questa, che cadeva alle idi di febbraio (per i romani ultimo mese dell'anno), era celebrata con i “Lupercalia”, giochi in onore del fauno Lupercus, ed erano un rito di purificazione per propiziare la fertilità dell'anno nuovo.
Un momento particolare della festa era la “februatio”, cioè la purificazione della città dagli influssi dei demoni, in cui le donne giravano per le vie con fiaccole accese, simbolo di luce.
Lo stesso nome del mese “februarius” significa purificare. Era dedicato al dio Februus e, durante il mese, si celebravano i riti funebri degli dei Mani. Veniva ricordata anche “Iunio Februata”, Giunone Purificata, sempre per celebrare la fine dell'inverno (buio e freddo) e l' inizio della primavera (luce e bella stagione).
Con l'avanzare del cristianesimo, questa festa (che ricorre il 2 febbraio), venne dedicata alla Presentazione di Gesù al Tempio ed alla Purificazione di Maria. Infatti, come prescriveva l'Antico Testamento (Levitico 12, 1-8) la donna che aveva dato alla luce un figlio maschio era considerata impura fino al 40° giorno dopo il parto. Ed il 2 febbraio è appunto il 40° giorno dopo il Natale.

La festa della Candelora è stata istituita tra il 492 ed il 496 d.c. da papa Gelasio I, il quale era riuscito a convincere il senato che fame, pestilenze e saccheggi dei barbari che colpivano Roma erano conseguenza del malcostume, della superstizione e dei residui di paganesimo che vi si trovavano. Ed ecco che questa festa venne a sostituire i precedenti riti pagani.
Nella Chiesa di Roma essa assunse grande importanza verso il VII secolo e, nel medio evo, veniva celebrata con una grande processione notturna per le strade della città che terminava alla chiesa di Santa Maria Maggiore con la benedizione dei ceri (simbolo del battesimo che purifica dal peccato) e la loro distribuzione al popolo.


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