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San Martino di Tours

Costumi e tradizioni > Festività

Al suo nome sono dedicate, in Francia, quattromila chiese, e sono intitolati a lui migliaia di paesi in Italia, in Europa e nelle Americhe.

Nasce a Claudia Sabaria, in Pannonia (attuale Szombathely in Ungheria) probabilmente nel 316/317 in famiglia pagana. Il padre, militare dell'esercito romano, si trasferisce a Pavia quando Martino è ancora ragazzo. Qui il nostro viene istruito sulla dottrina cristiana, senza però ricevere il battesimo.
Secondo la legge vigente al tempo, si arruola, a circa 15 anni, nell'esercito romano nella cavalleria imperiale, prestando servizio in Gallia. Sembra potersi collocare in quest'epoca il conosciutissimo episodio del mantello: Martino si trovava nei pressi della città di Amiens con i suo soldati quando incontrò un mendicante seminudo. Istintivamente tagliò in due il suo mantello da militare e ne donò una parte al mendicante.
Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la parte del mantello che aveva condiviso col poveretto. Quando Martino si svegliò il suo mantello era ridiventato intero.

Il sogno fece si che Martino si facesse battezzare, diventando cristiano.
Lasciato l'esercito, per il quale non aveva mai avuto propensione e vi si era adattato per rispetto delle leggi, si recò a Poitiers dove esercitava il suo ministero il vescovo Ilario, personaggio istruito e combattivo, che aveva conosciuto alcuni anni prima. Per la sua lotta senza quartiere all'arianesimo
, che aveva il sostegno della corte di Roma (Costantino), Ilario fu esiliato in Frigia (Asia Minore). Quanto a Martino è difficile seguirne la mobilità, poiché mancano notizie certe.
Si parla di un suo viaggio in Pannonia (Ungheria) e, attorno al 356, fu anche a Milano. Più tardi si hanno notizie di un suo ritiro in solitudine all'isola di Gallinara (Albenga), già rifugio di cristiani al tempo delle persecuzioni.
Di qui Martino ritorna in Gallia, dove viene ordinato sacerdote dal Vescovo Ilario, rimpatriato dall'esilio nel 360 circa.
Un anno dopo fonda a Ligugé (vicino a Poitiers) una comunità di asceti che è da considerarsi il primo monastero di data certa in Europa.


Nel 371 viene eletto Vescovo di Tours, ma per qualche tempo risiede ancora nel secondo monastero da lui fondato a Marmoutier, dal quale intraprende la sua ultraventennale missione di cristianizzazione delle campagne. Infatti, per gli abitanti dell'area agricola, Cristo è ancora il “Dio che si adora nelle città”.
Non avendo la cultura di Ilario, e data la sua natura sbrigativa, abbatte edifici e simboli dei culti pagani, suscitando più risentimenti che adesioni. Tuttavia l'evangelizzazione riesce, perché Martino si fa protettore dei poveri contro il gravoso fisco romano, e promuove la giustizia tra deboli e potenti. Col suo aiuto le plebi rurali migliorano le loro condizioni di vita.
Questo spiega la sua enorme popolarità in vita e la grande venerazione successiva.
Quando muore a Candes, verso la mezzanotte della domenica 8 novembre del 397, gli abitanti di Poiteirs e quelli di Tours se ne disputano il corpo. Quelli di Tours, una notte, lo portano nella loro città tramite barca viaggiano sui fiumi Vienne e Loire.
La sua festa si celebra nell'anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.



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