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Festeggiata il 22 novembre
Non si conosce esattamente la data del martirio di Santa Cecilia.
La tradizione dice che la basilica trasteverina di S. Cecilia fu fondata nel 230 da papa Urbano I, pare sulle rovine della casa della santa. In queste rovine venne trovata anche una grande stanza caratterizzata dalla presenza nel pavimento di sette vasche cilindriche in mattoni, forse utilizzate per la concia delle pelli: ciò fa supporre che possa trattarsi dei “Coraria Septimiana”, una manifattura per la lavorazione delle pelli che si sa essere esistita all'epoca di cui si parla.
Dopo aver fatto uccidere Valeriano, sposo di Cecilia, e Tiburzio, fratello di Valeriano, il prefetto romano Almachio fece imprigionare Cecilia, uccisa (forse) nel 230 d.C. nei sotterranei dell'attuale chiesa, dove tuttora si trova il “calidarium”, ossia l'ambiente surriscaldato usato per la concia, nel quale la martire subì per tre giorni il supplizio.
Dato che, scaduto il terzo giorno, non era ancora stata soffocata dai vapori caldissimi, i suoi aguzzini la decapitarono per ordine dell'imperatore Marco Aurelio Severo Alessandro.
Per molto tempo il corpo della santa non fu trovato, finché nell'820 fu rinvenuto nelle Catacombe di San Callisto.
Nell'821 il papa Pasquale I fa riedificare la chiesa trasferendovi il corpo della santa dalla sua cripta. Il Pontefice ripose il corpo in una cassa di cipresso, che venne racchiusa in un sarcofago e riposto nella confessione sotto l'altare maggiore. Il pontefice prima di inumare Cecilia, ne mise il capo in un cofanetto d'argento, che in seguito fu donato da S. Leone IV, papa, alla chiesa dei S. Quattro Coronati.
Contemporaneamente alla deposizione delle reliquie di Cecilia, in un altro sarcofago furono collocate le spoglie di Valeriano, suo sposo, e i resti dei martiri Tiburzio (fratello di Valeriano e cognato di Cecilia) e Massimo. In un terzo sarcofago si posero anche quelli dei santi Urbano e Lucio.
Il 19 ottobre del 1589 vi fu una ricognizione delle reliquie e il corpo di Cecilia, privo della testa, fu trovato integro.
Il 22 novembre dello stesso anno Clemente VIII, alla presenza di quarantadue cardinali, nel corso di una solenne cerimonia ricollocò i resti nei loro siti.
Per Cecilia il papa fece costruire una cassa d'argento. Il cardinale Rampolla del Tindaro il 17 novembre 1902 consacrava la cripta dove aveva fatto collocare i tre sarcofagi sopra l'altare, allineati uno sopra l'altro, protetti da una grata di marmo.
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